Questo tipo di pasta fresca all’uovo non la conoscevo, il nome lo avevo già sentito altre volte, ma siccome nella mia famiglia non si usava
preparare gli Strichetti non ho nessun tipo di ricordo in riguardo. E’ comunque una tradizionale minestra romagnola in brodo, anche se esiste
qualche ricetta dove si prevede un sugo di salsiccia come condimento. Dalla sfoglia tirata sul tagliere si ritagliano tanti piccoli rettangolini,
una volta tagliati e disposti sul tagliere si prendono uno ad uno con due dita e si stringono nel mezzo dandogli una forma che alla fine assomiglia tantissimo ad una piccola farfalla. Un tempo la maggior parte delle volte venivano proposti con un brodo di carne che si faceva spesso la domenica
nelle case contadine oppure con un brodo “matto” ovvero senza l’impiego di carne, più di rado invece potevano essere conditi con un ragù di salsiccia sempre che la dispensa se lo potesse permettere. In alcune famiglie più facoltose la preparazione degli Strichetti era legata al rito settimanale del
bollito di carne mista che comprendeva manzo, vitello, oca, anatra, tacchino, gallina faraona, cappone e pollastra. Quando le carni avevano bollito a sufficienza si toglievano dal pentolone da brodo e messe da parte per essere servite come secondo piatto, il brodo rimasto nel pentolone veniva poi successivamente utilizzato per cuocere gli Strichetti.
